venerdì 19 aprile 2019

Le donne hanno sempre da insegnarmi. La vita pure.





Alla fine ci siamo necessariamente adattate.

Ci siamo adattate a questa veloce scelta, al veloce darsi, al rapido scambio di messaggi poco intimi, alla disponibilità del corpo senza anima.

Ci siamo spezzettate pur di condividere, pur di provare.

Abbiamo nascosto o lasciato a casa parti di noi, forse le migliori, pur di gareggiare, ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, ci chiediamo se sia questa la strada giusta, ci chiediamo se avremo mai modo di farci conoscere a 360 gradi, se ne varrà la pena, ma soprattutto se dall’altra parte ci sarà un interlocutore attento, un interlocutore che non scappa, un feedback reale, una persona senza maschera che abbia voglia di sporcarsi, mostrandosi.

Abbiamo inciampato e talvolta continuiamo a farlo, in stralci di esseri umani che sembrano veri.

A modo nostro ci mettiamo in gioco, pur sapendo che in realtà non lo stiamo facendo come abbiamo sognato.

La favola che ci hanno inculcato prima di addormentarci da piccole, la favola che abbiamo agognato attraverso film e storie d’amore dei più attenti letterati a volte pesa come un macigno: ti osserva, ti scruta e a volte pare che ti stia insultando.

Il paradosso è che proprio in questa società siamo pieni di strumenti di comunicazione e nonostante l’uso sia trasversale, abbiamo imparato a NON DIRCI, NON DARCI, NASCONDERCI, ESCOGITARE, PRESTARE ATTENZIONE ai dettagli, ai toni che potrebbero essere fraintesi in un messaggio breve. 

E intanto il desiderio a volte pare essere deceduto, altri lo scopri nascosto nel timore, pronto a difendersi.

Ho sfogliato pochi giorni fa un libro scritto tanti anni fa e anche lì mi dannavo per la mancanza di LIBERTA’ nei sentimenti. Oggi siamo fastidiosamente calcolatori, poco inclini a rinunciare alla nostra individualità, una delle poche certezze su cui possiamo ancora contare. Ognuno a custodire il suo scrigno, con sorrisi pieni e talvolta vuoti così pieni di intensità che è davvero un peccato non condividerli..

A volte ci chiediamo cosa pensino di noi alcuni personaggi a cui abbiamo mostrato solo alcuni aspetti. 
Ma probabilmente non glielo chiederemo mai.
Eppure siamo curiose.

Le donne hanno sempre da insegnarmi.
La vita pure.

domenica 24 febbraio 2019

"...forse ti incontrerò dove incomincia il mare..."




Le tue mani nelle mie.
La tua risata nella mia (me l'hanno detto qualche giorno fa)
La mia curiosità coltivata da te.

Dicono che quando qualcuno non c'è più sopravvive nei ricordi e negli insegnamenti.
Dicono che ci si abituerà.
Dicono che faccia parte del ciclo della vita.
Dicono mezze verità.

Penso che mi manchi.
Penso che il tuo odore si riproporrà solo in rare occasioni, quasi per sbaglio e si fermerà il tempo e aleggerà una stupida illusione aggrappata ad una speranza impazzita.
Penso che vorrei raccontarti tante cose.
Penso che non sia solo polvere che rimane.

Ascolto le canzoni che adoravi e mi commuovo.
Ascolto le nostre canzoni.

E un altro pezzo del nostro puzzle se n'è andato, spero che da qualche parte vi siate ritrovati.

Noi continuiamo a crescere.
Noi continuiamo a farlo da sole.
Avrei bisogno di una spruzzata della tua personalità, solo un attimo.
Avrei bisogno di una chiacchierata piena di sigarette.
Avrei bisogno di sapere che posso tornare ad affacciarmi al mio balcone.
Avrei bisogno di camminare a piedi scalzi sul mio pavimento.
Avrei bisogno di cantare insieme e riattivare quella meravigliosa energia.




"...forse ti incontrerò dove incomincia il mare..."




sabato 16 febbraio 2019

Le cose accadono.

(da un diario)

Si sciolse il ghiaccio, si allagò il bagno, la casa.
Le sembrò un incubo. Poi capì che era stato un miracolo.
Capì che era viva.
Capì che nella rinascita e nella ricostruzione, durata un anno (ma ancora in corso), era stata riaccesa anche la parte del cuore che pensava non sarebbe mai più stata capace di riaccendere, non in quel modo.

Le cose accadono.
Non ci viene chiesto se siamo pronti, altrimenti, spesso, la risposta che daremmo sarebbe NO.
Sempre pronti a schermarci, armati di maschera.
Sempre pronti a tracciare il limite oltre il quale non si va perché fidarci è quanto di più grande possiamo dare, "semplicemente" perché fidarsi equivale ad affidarsi.
Affidarsi.
Abbiamo il terrore che non ci tengano a galla, che poi cadiamo e sprofondiamo, seduti a gambe incrociate a guardare le pareti dipinte di illusioni e sogni a forma di cuore e sole...da soli.
Se mi chiedessero oggi "Sei pronta ad affidarti?" Direi di no, eppure un po' di pareti le avevo già dipinte, pur non conoscendo.

Qualcuno a scuola ci ricordava che "Solo lo stupore conosce" ed è così: lo stupore va a fondo, ad esplorare le migliori maestrie delle nostre capacità razionali ed emozionali, quelle che non tutti hanno gli occhi per vedere e tu, attraverso lo stupore, prendi (e dai) le chiavi giuste e ti lasci trasparire con una limpidezza a tratti sconcertante, perché non siamo abituati alla sincerità 100%, non siamo abituati all'empatia, alla telepatia e a comunicare nel silenzio.

Mi ammiro, mi ammiro per esserne stata in grado, per quanto poco sia durato... è come quel manichino in Strada Maggiore: l'armatura col buco al cuore luminoso: "Ho trasparito", ecco sì, ho trasparito.



mercoledì 6 febbraio 2019

Calendari con nuovi numeri ed altro giro di boa.

Calendari con nuovi numeri ed altro giro di boa.

Ringrazio il cielo per essere ancora qui, viva.

Mi ero ripromessa di non augurare nulla...ma è più forte di me.

So che qualcuno passerà di qua, per curiosità, e allora mi comporto come ho sempre fatto e vi lascio il mio augurio.

Lascio l'augurio a quelli che non posso definire nemici, ma a quelli che si sono defilati, perchè prendersi delle responsabilità è una scelta troppo grossa.

Volevo ricordarvi che i rapporti si coltivano così come si distruggono e ci sono SEMPRE delle motivazioni, talvolta dette, altre taciute.

Vi auguro di imparare a prendervi le vostre responsabilità in ogni tipo di rapporto, anche quello che vi può sembrare superficiale, ma soprattutto quelli che credete (o fate credere) siano intensi.

I rapporti intensi sono belli perchè emozionano. ("La fortuna di incontrarsi e il coraggio di tenersi", diceva qualcuno)

I rapporti intensi sprigionano luce e fiducia nell'essere umano, quel sentimento che proprio non ti aspetti.

Vi auguro di imparare a parlare e prendervi la responsabilità ALMENO di quello che dite, bello o brutto che sia.

Vi auguro di imparare a guardare i vostri passi, prima di giudicare quelli altrui.

Vi auguro di provare ad acquisire la consapevolezza che nel silenzio ci sono mille mondi e che spesso ci si può fraintendere.

Vi auguro di avere il coraggio di vivere pieni di voi stessi e smettere di guardare altrove per non prendervi cura di voi stessi. Sono solo scuse.

Vi auguro di commettere errori per capire cosa non volete fare e chi non volete essere.

Vi auguro di non prendervi in giro e non farlo con nessuno, perchè questo impoverirà sia voi che la vostra vita.

L'effetto dell'alcol svanisce e anche quello delle droghe, si fanno i conti con il proprio cuscino.

Ognuno segue la sua strada, va così.

Ognuno verrà ripagato dalla moneta che merita, sì, è anche una questione di karma.




giovedì 29 novembre 2018

Il mini trattato sulla bugia maschile del 2018



La necessità maschile di mentire credo abbia un’origine atavica e culturale.

Risale a quando era in grado di tenere le redini di una famiglia o addirittura di tutta la sua stirpe.

Uomini, che non esistono quasi più.

E allora che fare? Grandi bugie per mostrare una spavalda serenità, un’astutissima furbizia a cui noi donne fingiamo di credere per non demolire chi abbiamo di fronte. 

Intanto è tutto così ridicolo che ci fa ridere.

Ci fa ridere pensare che davvero possiate credere che vi crediamo.
Ci fa riflettere pensare che davvero possiate credere che siamo così vacue, così poco attente.
Ci fa costantemente realizzare che questo è il risultato della tanto agognata “parità dei sessi”: ha creato il caos, ha reso indefiniti i limiti dei ruoli, gli spazi a cui un tempo si faceva onore, quelli in cui ci si immergeva pieni di se stessi, pieni di pericoli e di responsabilità. Gli spazi in cui si coltivava qualcosa di unico, quelli da cui “corri il rischio” di non uscire più o di uscirne infangato ma fottutamente vivo.

Noi ci adeguiamo, abbiamo uno spirito di adattamento che non conosce limiti e siamo brave a fingere se vogliamo, ci plasmiamo e vi commentiamo, vi studiamo silenziosamente e analizziamo ogni prova a cui ci mettete di fronte, a volte ci sporchiamo, a volte sbagliamo, a volte ci stupiamo ancora di quanta energia venga sprecata attraverso inutili bugie, ma siamo qui.

Siamo qui a chiederci quanto potrebbe essere tutto più semplice se la smetteste di mentire. 

Un tempo erano le donne ad essere complicate, oggi abbiamo uomini rebus, intenti solo a pavoneggiare l’ego nella certezza della conquista. 

Ma la domanda è: ci sarà davvero qualcuno a farvi l’applauso quando piazzate la bandierina?


Gli è rimasto solo il pene -  esclamò Eva -  gli attributi non ci sono più.





    lunedì 26 novembre 2018

    Resistenza emozionale

    Vestiti di ghiaccio.

    Pattini a rotelle.

    Sguardi di vetro.


    Arrivi ad un punto della vita, se vuoi, in cui metti tutto sul piatto perchè il confronto è davvero l'unica cosa che sai che ti può migliorare. Ce ne sono tanti come me.

    La condivisione in momenti unici, nelle sincerità più profonde della notte, nell'umidità di certe sere, mi dà una speranza caldissima.

    C'è ancora un esercito di persone vere che ha bisogno di emozionarsi, che ha necessità di vivere, sporcarsi e rischiare.

    C'è ancora speranza in questa società e questo mi dà coraggio.

    C'è ancora un OLTRE di cui vogliamo impregnarci.

    C'è ancora una "resistenza emozionale" che freme per esporsi.

    Ma intanto ci plasmiamo, spesso ci adattiamo sorridendo mentre siamo altrove.


    giovedì 15 novembre 2018

    Non mi sto guardando indietro, sei semplicemente qui.

    Non ci si abitua. E' un macigno.

    Mi guardo allo specchio e ti vedo.
    Mi guardo le mani e sono le tue.

    E più si avvicina la tradizione e più mi perfora dentro.

    Vorrei vederti ancora sorridere e ridere.
    Vorrei ridere con te.

    Non mi sto guardando indietro, sei semplicemente qui.

    Quante canzoni vorrei farti ascoltare.
    Quante cose vorrei raccontarti.
    Quanti viaggi ti vorrei descrivere!
    Quanti incontri da commentare!

    Ho avuto voglia di chiamarti, mi è successo poco tempo fa, un gesto quasi automatico, il tuo numero ancora in rubrica ma non ci sei più, mi devo accontentare.


    Sono tornata nei pressi della nostra tana, ma non ce l'ho fatta a metterci piede, troppa folla.

    Una cartolina dal paradiso.

    lunedì 5 novembre 2018

    Non ho ancora cancellato il tuo numero dalla rubrica



    Non ho ancora cancellato il tuo numero dalla rubrica e non so se e quando avrò mai il coraggio di farlo. 
    Certo, non ti chiamo più, non posso, è vero. Che senso ha?

    Ha quel senso nascosto che tuttora arriva quando accade qualcosa di bello e vorrei dirtela, vorrei fossi la prima a dover chiamare.

    Quando incroci storie di donne, per caso, e ci si ritrova.

    Differenze di età, di provenienza, di vita, eppure ci si ritrova.

    Ci si commuove, ci si abbraccia, veloce e intenso il tempo che vola, inaspettatamente.

    Lo so che saresti fiera di questi sguardi, forse un po’ meno della commozione.

    Questa commozione non condivisa con te, a tratti mi logora. 

    Ma passerà, anche stavolta.

    lunedì 15 ottobre 2018

    Non voltarti - le disse

    Non voltarti, hai intrapreso un altro cammino e non serve a nulla voltarsi indietro.
    Ci hai provato, forse non esponendo tutte le carte, ma eri lì per farlo.

    Eri lì per farlo.
    Hai fatto un passo. E' rimasta l'orma, quella sì, l'abbiamo vista in tanti.

    Non voltarti, non ne vale la pena.
    Non voltarti, non ne vale la pena.
    Non voltarti, non ne vale la pena.

    Rimani nell'altrove a cuocere i tuoi bei mattoni.
    Rimani nell'altrove a coltivare materiali migliori.

    "We are proud individuals" cantava qualcuno.

    Salvation is not there.
    But you will shine.


    And please tell me how can I believe?
    I know I won’t able to do that now, we are just in the moment, in the strict moment, just few minutes after we are in our individual and magical world, with a part of us as guardians of our freedom.

    ...of our freedom.