domenica 24 gennaio 2021

Quanto dura un profumo?

Sono circa 6 anni e mezzo che non ci sei più e nel riordino di inizio anno, che sarà simile al precedente, da trascorrere quasi interamente in casa, sto risistemando anche i cassetti, anche quelli che apro poco.

C'era un sacchetto con delle mollette di legno colorate con gli animali incollati su, proprio "alla te". Ma il sacchetto era vecchio, ho pensato di cambiarlo con uno nuovo, ma appena l'ho aperto mi è arrivato addosso il tuo odore, una mini folata di intensità che mi ha fatto commuovere.

E allora non ho potuto cambiarlo, perché tu sei lì. Con che coraggio potrei?

Quanto dura un profumo? Quanto durerà il tuo odore? Vorrei custodirlo, ma non so come fare.

Vorrei abbracciarti, non so come fare.

È come una corrente elettrica che mi arriva addosso, dentro, e mi rende impotente, fastidiosamente vulnerabile e non posso fare nulla per riaverti qui. 

Eppure, rimani il mio eterno, il mio per sempre.

Durerai con me, finché sarò qui e spero che il tuo odore mi accompagni ogni tanto, inaspettatamente, tirato fuori da un cassetto con qualcosa di tuo.



giovedì 8 ottobre 2020

Viaggiamo da mesi su sabbie mobili.

Viaggiamo da mesi su sabbie mobili.


Vacillando talvolta.


Eppure, in questa realtà nuova e in questa società che cerca continuamente un nuovo adattamento, scorgo a tratti un nuovo equilibrio.


Il cielo è la certezza.

E quando guardi il cielo cambi prospettiva.

Ti senti piccolo e al tempo stesso parte di un immenso che ti da respiro.


Nuove bilance.

Nuove valenze.

Nuove prospettive.


Oggi ci sei.

Oggi vuoi esserci al meglio.

Cosa conta oggi?

Chi vuoi accanto oggi?

Chi vuoi abbracciare oggi?


Non prendo più aerei, devo trovare nuove luci in fondo ai tunnel.

Nell’attesa mi imbratto di colori vivi.


E intanto nuovi decreti e nuove abitudini.

Quanto durerà? Non lo sappiamo.


Ma c’è ancora il cielo.


È tempo di tirare fuori il meglio.




sabato 27 giugno 2020

Credo che non partirò

Credo che non partirò.
Credo che non andrò lontano.
Ma penso che tornerò ad abbracciare le puzzolenti consapevolezze inacidite di sudore e poi le metterò in cornice.

Saranno lì, parte delle mie pareti, della mia realtà. 
Saranno presenti ma lontane da ogni stravolta speranza. 
Il respiro riprende il suo fiato. 
La strada è solo mia, ma non è sola. 


martedì 5 maggio 2020

Il tempo cos'è?

A tratti dilatato, a tratti fermo, a tratti spento, a tratti colorato.

A tratti condiviso, a tratti volutamente solo.

Respiro. Mi ricordo, trovo pace.

Spero, trovo pace.

Respiro.


Ma sono preoccupata per noi.
Saremo goffi nella futura socialità perché disabituati a conviverci?
Cosa ce ne faremo dell'apparenza?
Saremo in grado di vivere una nuova realtà mutata e a tratti ammutinata?
Rassicureremo la nostra attuale mobilità incapace?
Ci riabbracceremo? Quando ci riabbracceremo?
I km hanno ripreso valenza.
Recupereremo il tempo perduto? L'abbiamo davvero perduto?



Non è il momento delle risposte.

Non è il momento di giudicarsi.




È il 57° o 58° giorno di chiusura, quarantena (superata), isolamento.



lunedì 30 marzo 2020

Il limbo

Forse è giunta l’ennesima fase di bipolarismo da quarantena.
Vi ricordate quanto scrivevo i primi giorni? Mi sembrava forse di FERMARE IL TEMPO in quel modo e ho scritto molto più di quello che ho pubblicato.
Poi STOP. Stop alle troppe videochiamate, stop alle troppe telefonate. (Me ne andrò su un eremo per qualche giorno e spegnerò il telefono quando potrò, sappiatelo ❤️)
Il tempo corre sempre in questi giorni e non so mai perché.
Le giornate scivolano tra le dita ancora e non capisco perché, ma la sensazione spesso è comune, così come la sensazione di essere “in una bolla”.
È come se fossimo in una sorta di limbo che sarà posticipato da un nuovo decreto, una nuova diretta Facebook che inizierà in ritardo e nuove abitudini che non ci stiamo neanche accorgendo di ingurgitare.
E il futuro dove arriva nella vostra testa? (Bella domanda del cazzo Claudia, bella domanda del cazzo).
Io per ora non lo vedo, riesco a immaginarmelo di qualche giorno più avanti. Poi sì, sogno di rivedere il mare e bla bla bla, ma si è capito che sarà tutto diverso, non sarà più la realtà che abbiamo lasciato fuori casa un mese fa, sarà una realtà nuova (sicuramente piena di pasticcieri e pizzaioli - poi me le farete provare tutte😉), sarà una realtà che richiederà un nuovo adattamento.
Un nuovo adattamento.
Non mi chiedo più se sarò pronta, all’inizio questo pensiero un po’ mi terrorizzava.
Ora mi dico che sarò pronta, che dovrò esserlo e che dovremo esserlo tutti. Semplicemente perché stiamo silenziosamente cambiando forma già da ora.
E non dobbiamo avere paura perché ci siamo sempre adattati al bisogno.
Succederà anche stavolta.
Succederà anche st(r)avolta.
(alternative non ne vedo e non dico che sarà facile o difficile, dico solo che succederà)
(💽 Shine On You Crazy Diamond)

martedì 24 marzo 2020

Tu non mi custodisci.

Ti ascolto da lontano e in silenzio.
Ti avverto da lontano e in silenzio.
Il cellulare non ci serve più.

Però non so se ci sarò più, ci sto pensando.
Non so se ci sarai più, ci stai pensando.

La mente corre a veloce conclusioni, altre si ferma.

Siamo davvero dove non vorremmo essere?
O siamo esattamente dove desideravamo essere?

Te lo sei mai chiesto?
Sì, anche se forse non è proprio questo il periodo adatto.
E invece sì: questo è il periodo migliore.
Ora capisci cosa hai portato nel tuo zaino fino ad un passo prima.
Ti piace?
No, penso che mi manchi. 
Ma non te lo dirò, neanche questa volta.
Sarà difficile incontrarsi in tutti i sensi, 
proprio in tutti.
Sono stanc* di questo NON DIRE.
E tutto quello che ti ho detto???
Hai espresso un'emozione, 
una serie di emozioni, 
ma eri ancora nel tuo letto caldo, io sotto la neve.
Eri nel tuo vagone e io alla stazione.
Dimmi cosa devo fare.
Solo quello che vuoi.
Ma soprattutto chiedermi COSA VOGLIO IO.
Hai provato a mettermi alla prova, ma eri sul tuo vagone... 
Fingo di non capire, non perché sia stupid*, ma perché vorrei che ti esponessi.
Vorrei che rischiassi. 
Vorrei che mi chiedessi: TU COSA VUOI? ME LO DICI?

Ma già so che temi la risposta, perciò non lo chiedi.
Hai paura.
E intanto rimani lì a sentire in silenzio la mia mancanza.
Sono un* cretin* ma hai ragione: ho paura.
Ho paura di perderti di nuovo.
Ho paura di non vederti più.
Speravo di averti fatto capire tante cose... 
Io ho capito anche oltre e so che lo sai.
Ma ti ripeto: non so se tornerò.
Le cose preziose si custodiscono: questo è quello che penso.
Tu non mi custodisci.
Io non voglio sentire freddo.
Scusami. 
Mi dispiace, tutto vorrei tranne che farti sentire freddo.
(sorriso amaro)
Vorrei poterti credere.
Devo tutelarmi.
Ho fatto una promessa a me stess*: terrò solo chi c'è nel presente, in questo lungo presente anomalo.
E tu non ci sei.


Finì così.
Nessuna risposta.
Nessun cenno.
Nessun cambio di programma.
Nessun azzardo di coraggio.

Rimase a vivere così: desiderando di essere altrove.

"These precious things
Let them bleed
Let them wash away... "

"Ascimm pazz"

"Ascimm pazz" - ripeteva - "Ascimm pazz." 

Sapeva che sarebbe inevitabilmente accaduto. Chi uno scompenso, chi un altro, 
Chi un tic, chi un'eruzione cutanea, chi troppo cibo.
Rallentava tutto giorno dopo giorno, notte dopo notte.
Il tempo non esisteva più.
Rallentava il cervello.
Rellentava il desiderio: era l'unico modo di sopportare la sopravvivenza mozzata.
Rallentava l'espressione delle paure perché si voleva mantenere rispetto per i morti e per gli operatori sanitari e non che erano in trincea, per noi, per tutti.

Smettemmo di lamentarci.
Morimmo.
Con i corpi che ancora giravano tra quelle quattro mura.

mercoledì 18 marzo 2020

La terapia collettiva

Non lo so quanto durerà. Nessuno lo sa.
So solo che mi sto abituando a NON uscire.
Mi sto abituando a questa nuova routine, sicuramente nuova, sicuramente strana.
Ho smesso di “disperarmi” già da qualche giorno e come dicevo ad un’amica qualche giorno fa: è solo quando accetti le cose, che te le “godi”.
È solo quando ti arrendi a cose contro cui non puoi combattere, che magari poi vinci.
Sottolineo il “magari poi” perché é strana questa bolla in cui stiamo vivendo.
È strano sentirci così tante volte al giorno, videochiamarci e ogni giorno che passa chi ti “entra in casa” diventa sempre più “di casa”.

Chissà perché si fanno vivi i sentimenti dell’adolescenza.
Sembra forse una Smemoranda in cui vorrei tornare ad immergermi.

A tratti sembra quasi di stare al mare in quelle notti che passavamo in spiaggia a guardare le stelle e c’era sempre quello che ne sapeva (o fingeva benissimo di saperne) di costellazioni e ci incantava tutti per ore… e poi arrivava sempre qualche “confessione” di qualcuno, qualcosa che sapevamo sarebbe rimasto lì tra la sabbia e le stelle e nessuno avrebbe mai portato fuori da lì.

Non so a voi, ma a me tutte le persone che stanno “entrando in casa” si aprono assai e io faccio lo stesso con loro. Ci stiamo raccontando tantissimo, stiamo abbassando le difese, tutte le maschere che siamo soliti portare ed è una terapia collettiva. 

È veramente una cazzo di terapia collettiva.

Non nascondiamo più le paure, ci avete fatto caso?
E non vedo spade puntate.
Non vedo lance all’orizzonte.
È bellissimo❤️


lunedì 16 marzo 2020

Amerimacka

Amerimacka

Portami lì, non importa come.
Diamoci appuntamento nell’inestimabile leggerezza del nostro bene.
Incontriamoci dove ognuno e nessuno sa.
Perdiamoci tra gli estranei che dopo pochi giorni diventano complici.
Metti la musica al volume più alto e fastidioso che possa sostenere il mio udito e metti in moto.
Raccontami le canzoni. Aggiungiamole alla nostra playlist.
Raccontami le tue avventure più assurde e fammi ridere.
Fammi piegare dal ridere.
E poi stupiscimi con la tua perenne radio, che prima o poi qualcosa di sconvolgente arriva alle mie orecchie e mi fermo a ragionare su cose a cui non ho mai pensato.
Abbrustoliamoci al sole col sorriso migliore.
E ti faccio l’ennesima foto in posizione yoga che ti fa sentire tanto figo e rido perché non posso fare altrimenti.
Approfittiamo del silenzio per guardarci ogni tanto, fieri del presente che siamo stati capaci di vivere e godere.
È sempre il momento migliore per festeggiare la vita, nonostante tutto.
Rincorriamoci scoprendo.
E litighiamo perché siamo due testardi che vogliono capirsi fino in fondo, ma non è sempre immediato.
Prendo di nuovo la tua mano quando ho paura anche solo di farmi male e tu me la tieni stretta.
Mi fido di te ed è meraviglioso.
 “Ci arresteranno per eccesso di libertà”

“oh what a beautiful life, oh what a beautiful sight!”