venerdì 30 agosto 2019

Dialoghi non pervenuti

"Non ti ho chiesto nulla"
"Lo so e mi è sembrato strano"
"Non me l'hai mai detto"
"Lo so, è perchè mi ha destabilizzato"
"Non capisco questa necessità di mentire"
"Volevo tenerti legata a me...in qualche modo"
"Non sarebbe stato più semplice dirmi quello che provavi?"
"Se l'avessi fatto, avrei poi dovuto prendermi cura
e responsabilità per quelle parole
...e non me la sento"
"Quindi non sai quello che vuoi...e non sai neanche quello che non vuoi"
"Non voglio perderti, questo lo so."
"Troppo comodo..."
"Lo so, è da vigliacchi"
"Gli uomini spesso credono che esprimere un'emozione equivalga a darti tutto di se stessi,
ma non è così"
"Lo so, ma noi uomini siamo traumatizzati da tante donne 
che hanno confuso una parola dolce con una proposta di matrimonio"
"Lo so, lo so. Ma non credi che ci stiamo girando intorno?"
"Si, un po' si...hai fretta?"
"Non mi è chiaro cosa voglio,
ma di certo so cosa NON voglio.
Ho fretta di fare pulizia."



Il nuovo saggio le tirò su il sorriso

Il nuovo saggio le tirò su il sorriso e le ricordò una vecchia frase " e se ci saranno cose che non potrai controllare, allora definisci la tua posizione".

Le rischiarò il volto, le sembrò tutto più leggero, più chiaro, più affine, più vero.

Fu una rivelazione, per quanto già sentita e risentita, arrivò al suo orecchio al momento giusto.


- - - -

Tagliate le corde.
Tagliate le corde delle ancore.
Lasciate andare ciò che non è in vostro potere controllare.
Abbiate cura di voi stessi: è questo SEMPRE l'unico rimedio infallibile.


"Infallibile????"
Sì, infallibile. 

sabato 13 luglio 2019

Humanity


Nel taciuto spesso c’è un mondo.

Nel taciuto a volte c’è il pensare che non ne vale la pena.

Nel taciuto c’è la necessità di tutelarsi e il timore di fidarsi della persona sbagliata.

Nel taciuto c’è il terrore di perdere il proprio spazio, perchè non si è disposti a farlo.

Nel taciuto c’è un pizzico di (forse stupido) orgoglio che ci spinge a comportarci come degli specchi: ti dò quello che mi dai, ti dò quello che ti meriti, ma chissà perchè non viene mai capita la “tattica dello specchio”. Forse perchè ci sentiamo spacchioni anche quando non dovremmo, ci sentiamo per qualche assurdo motivo “più fighi, più meritevoli di attenzioni” rispetto all’altro. E intanto l’altro ragiona tipo “guarda come ti sei comportato/a, faccio uguale” o “guarda come ti sei comportato/a, allora col caxxo che ti cerco”.

Eppure, in questo taciuto, quanti mondi ci sono che non comunicano?
Quante occasioni ci perdiamo?
Ce le perdiamo davvero?
O a volte preferiamo tacere proprio perchè abbiamo consapevolezza che non ci potrebbe essere ALTRO perchè viaggiammo su binari paralleli?

Qualcuno potrebbe pensare “finchè non ci esponiamo, non lo sapremo mai”. Chissà.
Ho sentito tante storie di persone che si sono esposte e nonostante questo sia rimasta un tot di gente a nascondersi dietro ad un dito.

Nascondersi dietro ad un dito.

C’è una parte del nostro cervello che ci contraddistingue rispetto agli animali: il cervello recente o corticale. 
E’ quella parte che si occupa dell’elaborazione del linguaggio, del parlato e che è in grado di produrre pensieri LOGICI. Il “conscio”: ragionare sulle proprie scelte.
L’elaborazione dei nostri pensieri…
…la stiamo buttando in un cesso.

E’ difficile, è spesso difficile per me, adattarmi a questa società e a questi metodi, per quanto talvolta ne faccia uso per adeguarmi, necessariamente.
Ma poi devo correre a scrivere, devo chiudermi a pensare, staccare la spina e ricordarmi di PESARE le menti, di distinguere e di fare luce sui “taciuti” e provare a dare delle valutazioni.

Non è un processo semplice. In questa società ci stiamo DISABITUANDO a quella che un tempo non troppo lontano era per noi la “normalità” (detesto questo termine ma forse rende l’idea), intesa a volte, semplicemente come EDUCAZIONE, RISPETTO e COERENZA. Per me, tuttora, alla base della vita, di qualunque tipo di rapporto con un altro essere umano. Un tempo questi comportamenti per noi erano alla stregua di una “banalità”. Oggi una rarità.

Cerchiamo di non perderci.
Cerchiamo di distinguerci.
Cerchiamo di coltivare una bella unicità. Tante belle unicità ridaranno valore a questa società.




domenica 7 luglio 2019

Momenti di verità


Non so da quando sia iniziato tutto questo.
Non so da quando sia iniziato a passare il messaggio che essere cinici sia alla stregua di una qualità ed essere sensibili una debolezza.
Non so da quando la percezione dell’essere menefreghisti sia per molti un motivo di vanto; 
essere disattenti, essere superficiali.

Quello che so è che (purtroppo o per fortuna) mi è capitato spesso di essere presente a "momenti di verità".
Che siano durati attimi, minuti o una manciata di ore.
Ho intravisto l’essenza di molti. 
A volte penso sia stata una bella opportunità, altre una tremenda illusione.

Ci sono tanti messaggi, email, lettere che ho scritto e non ho mai inviato.
Sono ancora lì, ogni tanto per caso le leggo e mi dico “chissà come sarebbe andata se le avessi inviate”
Avrei stravolto la vita di qualcuno?
Avrei aperto un nuovo scenario? Un nuovo punto di vista?
Mi avrebbero preso per pazza e deriso?

Mi ero ripromessa di non farlo più, mi ero ripromessa di INVIARE sempre i miei pensieri, per alleggerirmi in primis ma anche per mostrarmi a 360 gradi, per far sì che chiunque condividesse con me dei momenti importanti, avesse sempre un feedback…

…ma poi mi sono chiesta se ne valesse la pena, se non avessi corso il rischio di essere in qualche modo fraintesa e se valesse la pena prendermi questa “responsabilità”.
Responsabilità di cosa? Darsi è una responsabilità nel momento in cui ti dai, nel momento in cui ti mostri, se dall’alta parte non c’è qualcuno disposto a condividere il carico, puoi stare certo che lo lascerà cadere. Fingendo disinteresse, andando altrove, sparendo.

Questo perchè i “momenti di verità” per molte persone pare abbiano una scadenza, spesse volte nel momento stesso in cui si concludono, quindi sono attimi, minuscole “aperture” lungo il percorso di “strafottenza" perenne.

Quanto male facciamo all’essenza della vita.
Quanto male facciamo al benessere accantonato.
Quanto male facciamo all’umanità.

Perchè poi il malessere del “non-essere-veri” si manifesta in carenze fisiche, nervosismi, una sorta di insofferenza costante che non riusciamo sempre a spiegarci.

E’ faticoso dare spazio all’essenza per tanti motivi. 

Sicuramente primo tra tutti è che intorno in pochi si danno e ci sentiremmo quasi “stupidi” senza degli interlocutori disposti ad ascoltarci, murati e sommersi di messaggi del buongiorno vacui, di tantissime notifiche sul cellulare che ci distraggono, che avrebbero potuto tranquillamente non esserci e intanto il pensiero si spezzetta, il respiro è veloce, l’occhio sullo schermo e sulle vite degli altri costante e attento, quasi come se ci pagassero per farlo!

Abbiamo smesso di dare valore al tempo per noi stessi, tempio sacro a cui dovremmo dedicarci. 
 Ora, se ci pensate un attimo, ci risulta “concesso” solo per andare magari in palestra, come se dovessimo “giustificarci" con un’attività per stare un po’ con noi stessi.

Dovrebbero insegnarlo nelle scuole: prendetevi cura di voi stessi, ascoltatevi, godetevi un po’ di sana solitudine, lasciate il tempo ai pensieri di prendere forma, costruirsi, modellarsi. E invece no. 

E tutto questo sfocia inevitabilmente nella società, nelle coppie e nelle famiglie basate sulla necessità di sopperire ad un malessere personale. 
Separazioni, divorzi, tradimenti, omicidi.

Quanto spesso sento e continuo a sentire e vedere di persone che “stanno insieme perchè non sanno stare da sole”. Mi si spezza il cuore ogni volta. 
Come ci si dovrebbe sentire a stare con qualcuno che SAI che non sa stare da solo e quindi tu sei una sorta di “conforto”, una sorta di “alternativa al malessere”, NON una scelta.

Ho sempre pensato e desiderato di stare con qualcuno per SCELTA e di stare con qualcuno che mi scegliesse ogni giorno, di non essere un’alternativa al NULLA, al MALESSERE, alla SOLITUDINE.

Ho sempre pensato (e tuttora lo penso) che sia una grande perdita di tempo ed energie fingere che vada tutto bene, non perchè sia “Illuminata” dalla verità, ma perchè poi si manifesta un turbamento perpetuo...

Naturalmente ci sono arrivata con ferite e cicatrici e mi auguro di mantenere questa lucidità emotiva, ma non ho la certezza che possa incorrere nuovamente in sbagli ed errori.
Ma ogni esperienza insegna e se la sofferenza non è in grado di insegnarci a risorgere con il tempo, l’impegno e il sorriso migliore che possiamo augurarci, allora non è servita proprio a niente. 

Intanto ci auguro di concederci tempo non definito da dedicarci, mettere sulla bilancia ciò che ci fa stare bene e male e prenderci la responsabilità dei rapporti umani. 
Rapporti umani.
Alla fine la vita è fatta di questo, no?



sabato 8 giugno 2019

L'emozione

Le persone pericolose sono quelle che stanno nel mezzo.
Sono quelle che nel dubbio seminano un po' dove capita, che provano ad illudersi di illuderti con parole gettate su una terra poco fertile.
Sulla sponda dell’apparenza ricercano l’essenza.

Immersi nella leggiadra inutilità anaffettiva, provano a lanciare pietruzze emozionali.

Intanto continuano a stare nel mezzo, scrutando e studiando, sicuri di non lasciar trasparire la loro ricerca, comodamente immobili.

Anni fa ho detto una cosa in cui credo ancora fermamente: l’emozione è l’unica vera libertà che probabilmente ci rimane in questa società.

Quanto costa emozionarsi?
Quanto pesa?
Quanto spazio ci riserva? Non si sa. Questo è il “dramma”.
L’emozione è lì che vive, si esalta, ti sconvolge in bene e in male, è quel fottuto rischio che puoi scegliere di vivere sapendo che potrebbe un giorno far vacillare le tue consapevolezze.

A volte, scegliere di non viverla ti protegge. Altre, scansarla ti limita.
L’emozione è come un piatto fumante di un profumo di cui sai di non poter fare a meno.

E la vita è sempre e solo una.
Le emozioni sono rare.
Sappiate prendervene cura, sappiate viverle, ma soprattutto non ci giocate. 
Abbiate rispetto SEMPRE delle vostre emozioni e di quelle altrui, perchè potrebbero essere le migliori spinte alla vita e le più tremende devastazioni dei pensieri.

Mi auguro e vi auguro di prendere coscienza di questo, prima di proseguire.
Mi auguro e vi auguro le migliori emozioni possibili, ma soprattutto quelle impossibili, inaspettate, incredibili.

Tutto il resto non conta un cazzo.

Diffidate di chi sta nel mezzo, diffidiamo di chi sta nel mezzo. Non ce lo meritiamo.




giovedì 16 maggio 2019

C'eri.

C'eri.

Ero immersa nella tenerezza e in quella ricerca di donare ai più piccoli e sei arrivata tu, Samba, a chiedermi di giocare insieme "prendimi, prendimi!"

Ti ringrazio scrivendo qui, per quanto possa servire.



Ti ringrazio perchè continui ad esserci e perchè continui ad augurarmi il tuo più grande desiderio, quello che ogni tanto mi fa dannare, perchè se anche accadesse, non potrebbe sentire il tuo odore.

Le lancette e il calendario iniziano a lampeggiare intorno.

E' assurdo come passi il tempo, anche senza di te.

E' assurdo, ancora.

Potrei gioire, potrei dannarmi.

Mi limito all'accettazione.

Ci siamo incontrate, lo so. Accadrà ancora. Lo so.

Mi manchi come il primo giorno.

Continuano a dirmi che ricordo troppo te e ogni volta vorrei fartelo sapere, ma magari sei lì che osservi e sorridi commuovendoti, come faccio anche io.

Sto imparando a non aver paura di splendere.

Non tutti apprezzano e questo automatizza una selezione "naturale" nelle relazioni, a volte fa male, ma con razionalità è quasi un piacere. Molti si aspettano che ci si debba giustificare quando si sta bene, molti invidiano perchè non conoscono il passato o perchè semplicemente non si impegnano abbastanza nel loro presente.
No, le bestemmie non mancano. Ma dopo te, tutto ha una nuova valenza, proprio tutto.
Posso ringraziarti anche per questo o sembrerà troppo assurdo? (Ma ch ce ne fott, suggerì il vecchio saggio) e so che starai ridendo.

Da qualche parte ho letto una cosa del tipo "se il dolore ti ha reso cattivo, allora non è servito a nulla", ecco, potrei tatuarmelo.

Mi manchi, tutto qui.

mercoledì 15 maggio 2019

Bisogno di incoscienza




Con la Luna sulla testa e le onde a pochi metri faccio fatica a mentire.

Non c’è alcuna certezza nel vivere le emozioni.
Non c’è alcuna rassicurazione del tipo “non farà male”. Ma qual è l’alternativa?
Inizia con la A di “accontentarsi" o con la F di "fingere che vada tutto bene”.

La Luna preme nel ricordare ancora una volta che la vita è solo una.
Ma a volte l’anima è come se fosse unta e scappa da ogni presa. O forse è la testa?

Crea disagio limitarsi.
Crea disagio impersonare chi non siamo, ma proviamo a tutelarci.
Proviamo a tutelare la nostra tanto ambita, sudata, guadagnata individualità.
Non abbiamo ancora trovato il modo di farla convivere con un’altra individualità, senza limitare nessuno.

A volte ci sono più parole nei silenzi e nelle cose non dette.
A volte è tutto così chiaro che è inutile parlarne.
Sarebbe tutto più facile se fosse sempre estate.
Sarebbe tutto più semplice se non avessimo memoria dei brandelli di cuore sparsi qua e là, a ricordarci quanto abbiamo dato e quanto abbiamo sofferto.
Sarebbe tutto più vivibile, se non avessimo il terrore di rivivere un dolore.


Vorrei dirti “io ci sarò” e vorrei sentirmi dire che ci sarai.
Vorrei dirti che non farà male e vorrei lo stesso da te.
Vorrei dirti che non ho paura, ma al solo pensiero di un tradimento di fiducia mi si è accellerato il battito cardiaco.
Se dovesse dipendere tutto dalla razionalità non sarei mai pronta.
- - - - 

“Vivi come se fosse sempre estate”, scrisse un post-it e lo attaccò al muro.

Dopo qualche mese, con il cuore in brandelli lo guardò e sorrise.

Sorrise perchè nonostante tutto capì di essere ancora viva e accade sempre quando smetti di credere, arriva qualcosa che ti sfiora e dopo poco ti perfora e non hai scelta, perchè è già entrata.

(tratto da una storia vera)

martedì 23 aprile 2019

Oltre il tempo, oltre te.


Oltre il tempo, oltre te.

Oltre lo spazio, oltre il cielo.

Oltre la dimensione che vivo.

Oltre ogni credenza.

Oltre ogni inutile speranza di riaverti qui.

Oltre ogni cosa, mi immergo ogni tanto nel nostro amore.

Sento il calore.

Sento le tue mani. Sento noi.

Dal mio sempre al tuo per sempre, ancora qui.

L’amore è l’eternità migliore che abbia conosciuto.

Non ha timori, l’amore è, oltre ogni cosa.




venerdì 19 aprile 2019

Le donne hanno sempre da insegnarmi. La vita pure.





Alla fine ci siamo necessariamente adattate.

Ci siamo adattate a questa veloce scelta, al veloce darsi, al rapido scambio di messaggi poco intimi, alla disponibilità del corpo senza anima.

Ci siamo spezzettate pur di condividere, pur di provare.

Abbiamo nascosto o lasciato a casa parti di noi, forse le migliori, pur di gareggiare, ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, ci chiediamo se sia questa la strada giusta, ci chiediamo se avremo mai modo di farci conoscere a 360 gradi, se ne varrà la pena, ma soprattutto se dall’altra parte ci sarà un interlocutore attento, un interlocutore che non scappa, un feedback reale, una persona senza maschera che abbia voglia di sporcarsi, mostrandosi.

Abbiamo inciampato e talvolta continuiamo a farlo, in stralci di esseri umani che sembrano veri.

A modo nostro ci mettiamo in gioco, pur sapendo che in realtà non lo stiamo facendo come abbiamo sognato.

La favola che ci hanno inculcato prima di addormentarci da piccole, la favola che abbiamo agognato attraverso film e storie d’amore dei più attenti letterati a volte pesa come un macigno: ti osserva, ti scruta e a volte pare che ti stia insultando.

Il paradosso è che proprio in questa società siamo pieni di strumenti di comunicazione e nonostante l’uso sia trasversale, abbiamo imparato a NON DIRCI, NON DARCI, NASCONDERCI, ESCOGITARE, PRESTARE ATTENZIONE ai dettagli, ai toni che potrebbero essere fraintesi in un messaggio breve. 

E intanto il desiderio a volte pare essere deceduto, altri lo scopri nascosto nel timore, pronto a difendersi.

Ho sfogliato pochi giorni fa un libro scritto tanti anni fa e anche lì mi dannavo per la mancanza di LIBERTA’ nei sentimenti. Oggi siamo fastidiosamente calcolatori, poco inclini a rinunciare alla nostra individualità, una delle poche certezze su cui possiamo ancora contare. Ognuno a custodire il suo scrigno, con sorrisi pieni e talvolta vuoti così pieni di intensità che è davvero un peccato non condividerli..

A volte ci chiediamo cosa pensino di noi alcuni personaggi a cui abbiamo mostrato solo alcuni aspetti. 
Ma probabilmente non glielo chiederemo mai.
Eppure siamo curiose.

Le donne hanno sempre da insegnarmi.
La vita pure.