Colloqui reciproci per risorse estremamente umane
Capisco la professionalità necessaria in alcuni ambiti e questo resta un discorso a parte, fondamentale testarne la veridicità e le capacità e bla bla bla...ma pensavo...
Pensavo alle "selezioni reciproche".
Bisognerebbe testarsi sia è chi è dietro la scrivania che chi è davanti.
Ipotizzare situazioni, testare ai colloqui anche la resistenza allo stress del selezionatore, chiedergli soprattutto il tenore di vita sessuale (ed essere pronti naturalmente a rispondere alle stesse domande che si propongono quando ci si intervista), se fanno uso di droghe, se ogni tanto passeggiano nella natura.
E' palese da anni: le balle che ci raccontiamo ai colloqui vicendevolmente, spesso grandi, a volte lievi...eppure ce ne sono.
Da anni sono seduta dietro ad una scrivania e da anni anche davanti ogni tanto.
A parte la crisi, a parte il fatturato, a parte l'andamento economico delle società di cui entriamo a far parte, rimane poi l'essere umano, la "risorsa umana" che è quella con cui condividiamo la maggior parte delle nostre giornate, che ci condiziona poi lo stato di malessere o benessere.
E allora perchè non rivoluzionare le selezioni?
In un momento di crisi economica mondiale, sociale, per farla breve definirei "generale"...facciamoci ideatori e portatori di un nuovo metodo.
Selezionatori siete pronti?
Candidati siete pronti?
Se siamo RISORSE significa che abbiamo un potenziale.
Se abbiamo un potenziale significa che abbiamo un valore.
Se abbiamo un valore spetta anche al candidato poter scegliere.
Forse è un'idea assurda...o forse no?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate
martedì 8 gennaio 2013
sabato 5 gennaio 2013
mercoledì 12 dicembre 2012
venerdì 19 ottobre 2012
martedì 18 settembre 2012
venerdì 10 agosto 2012
Il raccolto
Il momento del resoconto arriva per tutti...anche per chi aveva altre aspettative.
Il momento del raccolto.
Il momento in cui se resti solo e non ricevi una telefonata e forse non hai ancora capito perchè...devi per forza iniziare a porti delle domande.
A me dispiace...umanamente...
Eppure...credo che presto o tardi ognuno avrà la realtà a fargli da specchio inevitabile.
Mi viene in mente la frase "ognuno è artefice del proprio destino"...beh io credo che un buon 80% sia vero..perchè gli imprevisti ci sono e sempre ci saranno..ma rimaniamo sempre liberi di modellarci...ed è
da questa libertà che ci rendiamo riconoscibili, da questa libertà che più volte ci è dato modo di ripartire
semmai da zero in modo diverso..
Io non giustifico più...perchè non giustifico neanche me stessa..perchè dovrei farlo con gli altri?
Percio' "umanamente mi dispiace"...ma non vado oltre.
giovedì 26 luglio 2012
L'ora della psicologia spicciola
Nei momenti difficili si è così presi dal darsi al dono dell'ubiquità che ci si dimentica di se stessi..
...e più ci si dimentica di se stessi e si va avanti per forza, per forza della disperazione, perchè si vuole dare coraggio a chi stiamo sostenendo...più ci dimentichiamo di volerci bene.
...e più ci si dimentica di se stessi e si va avanti per forza, per forza della disperazione, perchè si vuole dare coraggio a chi stiamo sostenendo...più ci dimentichiamo di volerci bene.
"Che cazzate!"
Sembrano cazzate da rivista settimanale alla portata di tutti eppure credo sia fondamentale non dimenticarsi della cura di sè per andare avanti nell'eventuale battaglia. A volte c'è bisogno di prendere respiro, siamo semplicemente (...e meravigliosamente) esseri umani.
Non nasciamo con le risposte...dobbiamo prosciugarci e ridurci all'aridità totale (probabilmente) prima di capire come muoverci in alcune situazioni ed ognuno ha il suo percorso e nessuno puo' sostituirlo e bla bla...io scrivo di me e delle mie scoperte...liberi di ascoltare, di valutare o di ridere e pensare siano solo cazzate.
L'aridità mi ha insegnato l'importanza del sano egoismo.
L'aridità mi ha insegnato che la migliore acqua è quella che posso procurarmi da sola.
L'aridità mi ha insegnato che le persone che più detesto sono quelle che passano le ore a lamentarsi, a circondarsi di spalle e orecchie senza bocche e che non dicono MAI che va bene...in più trascinano con corde legate strette le persone a loro vicine, vincolandole con imponenti sensi di colpa.
Se ci volessimo più bene, singolarmente, lontano da tutto e tutti, non avremmo bisogno di creare situazioni imbarazzanti e/o strazianti.
Se il sano egoismo diventasse un comandamento, il primo...forse non starei qui a scrivere...
In più...consiglio per quando la mente è offuscata, in tilt, indecisa, stralunata, persa, abbandonata, lontana o troppo concentrata e piena... di ripartire dalla cura del corpo...: ricordiamoci che esistiamo, prima di tutto e tutti.
"Che cazzate!
martedì 10 luglio 2012
L'emozione senza faccia
Se qualcuno ti legge, può pensare che tu sia una persona divertentissima per i tuoi velocissimi botta e risposta
su facebook o altrove.
Puoi avere davanti allo schermo la faccia meno espressiva al mondo, essere la persona più triste al mondo..ma con frasi e parole che non ti rappresentano puoi tranquillamente fingere di essere chiunque.
Com'è strana quest'epoca..
domenica 24 giugno 2012
LE citazioni. . . e le cose che non cambiano.
Sto leggendo un buon libro...vi riporto due citazioni:
1) William Shakespeare "There is nothing either good or bad, but thinking makes it so"
Sono passati quattro anni dal primo post pubblicato su questo blog...e anche stasera si sentono boati e urla e grida e accanimenti e bestemmie di chi, anche stasera, guarda la partita di calcio..gli Europei.
Succede di tutto intanto...terremoti e carte di credito bloccate ai terremotati , stravolgimenti terrestri, sfratti necessari, aumento della disoccupazione, della disperazione, stravolgimenti politici, morti per guerre, morti per sfide, ire inutili, le bugie in tv sono aumentate, nei giornali idem. Pare ci sia un aumento dell'interesse a riguardo ma...ma non basta.
Tempo fa si cercava di capire quale fosse la migliore "strategia d'approccio" a quest'Italia che crolla: scendere in strada col megafono, intrufolarsi nei "piani alti" e provare a fare miracoli, provare ognuno nel suo piccolo mondo ad aprire occhi, menti e anime.
Il problema è che l'Italia non è un problema a sè stante. Il problema è che è parte di un Europa in cui non abbiamo voce e di cui non possiamo piu' fare a meno.
Qualcosa pero' rimane invariato nel mio pensiero: spegnere la tv. La realtà è quella che vediamo dal vivo, con i nostri occhi, sono le tasse che aumentano, i diritti che crollano. Non ho voglia di sapere cosa dice Maria de Filippi in tv e quali sono i nuovi programmi che conduce. Non ho voglia di sapere come si chiama il nuovo toy boy di Belen Rodriguez. Non mi interessa se Emilio Fede non è piu' su Rete 4, avrà un altro nome ma non cambia nulla. Non mi interessa sapere le destinazioni preferite dei VIP per l'estate 2012.
Vorrei invece sapere dove stiamo andando, se avrò un lavoro anche tra un anno, che fine fanno i mutui delle case crollate alle persone che oggi (a distanza di piu' di un mese) sono ancora in tenda, se stiamo per bombardare qualche paese con la scusa di "portare pace" e invece vogliamo solo fotterci petrolio da cui noi italiani non ricaveremo un caxxo nelle ns tasche. Vorrei sapere se il cibo che mangio è buono davvero oppure giorno dopo giorno crea dipendenza e tra 20 anni mi farà venire un tumore perchè extra chimico.
Anche domani mi sveglierò e farò tutto il necessario, correrò per inseguire il tempo libero della mia fortunata situazione di chi ha un lavoro nel 2012, uscirò con gli amici e trascorrerò momenti felici e divertenti. Ma ogni tanto...mi chiedo: dove caxxo stiamo andando?
2)"You live in a mental world, nothing around you has any meaning except the meaning you give it with your thoughts. If you change your ways of thinking, you change your life"Brian Tracy
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