sabato 8 giugno 2019

L'emozione

Le persone pericolose sono quelle che stanno nel mezzo.
Sono quelle che nel dubbio seminano un po' dove capita, che provano ad illudersi di illuderti con parole gettate su una terra poco fertile.
Sulla sponda dell’apparenza ricercano l’essenza.

Immersi nella leggiadra inutilità anaffettiva, provano a lanciare pietruzze emozionali.

Intanto continuano a stare nel mezzo, scrutando e studiando, sicuri di non lasciar trasparire la loro ricerca, comodamente immobili.

Anni fa ho detto una cosa in cui credo ancora fermamente: l’emozione è l’unica vera libertà che probabilmente ci rimane in questa società.

Quanto costa emozionarsi?
Quanto pesa?
Quanto spazio ci riserva? Non si sa. Questo è il “dramma”.
L’emozione è lì che vive, si esalta, ti sconvolge in bene e in male, è quel fottuto rischio che puoi scegliere di vivere sapendo che potrebbe un giorno far vacillare le tue consapevolezze.

A volte, scegliere di non viverla ti protegge. Altre, scansarla ti limita.
L’emozione è come un piatto fumante di un profumo di cui sai di non poter fare a meno.

E la vita è sempre e solo una.
Le emozioni sono rare.
Sappiate prendervene cura, sappiate viverle, ma soprattutto non ci giocate. 
Abbiate rispetto SEMPRE delle vostre emozioni e di quelle altrui, perchè potrebbero essere le migliori spinte alla vita e le più tremende devastazioni dei pensieri.

Mi auguro e vi auguro di prendere coscienza di questo, prima di proseguire.
Mi auguro e vi auguro le migliori emozioni possibili, ma soprattutto quelle impossibili, inaspettate, incredibili.

Tutto il resto non conta un cazzo.

Diffidate di chi sta nel mezzo, diffidiamo di chi sta nel mezzo. Non ce lo meritiamo.




giovedì 16 maggio 2019

C'eri.

C'eri.

Ero immersa nella tenerezza e in quella ricerca di donare ai più piccoli e sei arrivata tu, Samba, a chiedermi di giocare insieme "prendimi, prendimi!"

Ti ringrazio scrivendo qui, per quanto possa servire.



Ti ringrazio perchè continui ad esserci e perchè continui ad augurarmi il tuo più grande desiderio, quello che ogni tanto mi fa dannare, perchè se anche accadesse, non potrebbe sentire il tuo odore.

Le lancette e il calendario iniziano a lampeggiare intorno.

E' assurdo come passi il tempo, anche senza di te.

E' assurdo, ancora.

Potrei gioire, potrei dannarmi.

Mi limito all'accettazione.

Ci siamo incontrate, lo so. Accadrà ancora. Lo so.

Mi manchi come il primo giorno.

Continuano a dirmi che ricordo troppo te e ogni volta vorrei fartelo sapere, ma magari sei lì che osservi e sorridi commuovendoti, come faccio anche io.

Sto imparando a non aver paura di splendere.

Non tutti apprezzano e questo automatizza una selezione "naturale" nelle relazioni, a volte fa male, ma con razionalità è quasi un piacere. Molti si aspettano che ci si debba giustificare quando si sta bene, molti invidiano perchè non conoscono il passato o perchè semplicemente non si impegnano abbastanza nel loro presente.
No, le bestemmie non mancano. Ma dopo te, tutto ha una nuova valenza, proprio tutto.
Posso ringraziarti anche per questo o sembrerà troppo assurdo? (Ma ch ce ne fott, suggerì il vecchio saggio) e so che starai ridendo.

Da qualche parte ho letto una cosa del tipo "se il dolore ti ha reso cattivo, allora non è servito a nulla", ecco, potrei tatuarmelo.

Mi manchi, tutto qui.

mercoledì 15 maggio 2019

Bisogno di incoscienza




Con la Luna sulla testa e le onde a pochi metri faccio fatica a mentire.

Non c’è alcuna certezza nel vivere le emozioni.
Non c’è alcuna rassicurazione del tipo “non farà male”. Ma qual è l’alternativa?
Inizia con la A di “accontentarsi" o con la F di "fingere che vada tutto bene”.

La Luna preme nel ricordare ancora una volta che la vita è solo una.
Ma a volte l’anima è come se fosse unta e scappa da ogni presa. O forse è la testa?

Crea disagio limitarsi.
Crea disagio impersonare chi non siamo, ma proviamo a tutelarci.
Proviamo a tutelare la nostra tanto ambita, sudata, guadagnata individualità.
Non abbiamo ancora trovato il modo di farla convivere con un’altra individualità, senza limitare nessuno.

A volte ci sono più parole nei silenzi e nelle cose non dette.
A volte è tutto così chiaro che è inutile parlarne.
Sarebbe tutto più facile se fosse sempre estate.
Sarebbe tutto più semplice se non avessimo memoria dei brandelli di cuore sparsi qua e là, a ricordarci quanto abbiamo dato e quanto abbiamo sofferto.
Sarebbe tutto più vivibile, se non avessimo il terrore di rivivere un dolore.


Vorrei dirti “io ci sarò” e vorrei sentirmi dire che ci sarai.
Vorrei dirti che non farà male e vorrei lo stesso da te.
Vorrei dirti che non ho paura, ma al solo pensiero di un tradimento di fiducia mi si è accellerato il battito cardiaco.
Se dovesse dipendere tutto dalla razionalità non sarei mai pronta.
- - - - 

“Vivi come se fosse sempre estate”, scrisse un post-it e lo attaccò al muro.

Dopo qualche mese, con il cuore in brandelli lo guardò e sorrise.

Sorrise perchè nonostante tutto capì di essere ancora viva e accade sempre quando smetti di credere, arriva qualcosa che ti sfiora e dopo poco ti perfora e non hai scelta, perchè è già entrata.

(tratto da una storia vera)

martedì 23 aprile 2019

Oltre il tempo, oltre te.


Oltre il tempo, oltre te.

Oltre lo spazio, oltre il cielo.

Oltre la dimensione che vivo.

Oltre ogni credenza.

Oltre ogni inutile speranza di riaverti qui.

Oltre ogni cosa, mi immergo ogni tanto nel nostro amore.

Sento il calore.

Sento le tue mani. Sento noi.

Dal mio sempre al tuo per sempre, ancora qui.

L’amore è l’eternità migliore che abbia conosciuto.

Non ha timori, l’amore è, oltre ogni cosa.




venerdì 19 aprile 2019

Le donne hanno sempre da insegnarmi. La vita pure.





Alla fine ci siamo necessariamente adattate.

Ci siamo adattate a questa veloce scelta, al veloce darsi, al rapido scambio di messaggi poco intimi, alla disponibilità del corpo senza anima.

Ci siamo spezzettate pur di condividere, pur di provare.

Abbiamo nascosto o lasciato a casa parti di noi, forse le migliori, pur di gareggiare, ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, ci chiediamo se sia questa la strada giusta, ci chiediamo se avremo mai modo di farci conoscere a 360 gradi, se ne varrà la pena, ma soprattutto se dall’altra parte ci sarà un interlocutore attento, un interlocutore che non scappa, un feedback reale, una persona senza maschera che abbia voglia di sporcarsi, mostrandosi.

Abbiamo inciampato e talvolta continuiamo a farlo, in stralci di esseri umani che sembrano veri.

A modo nostro ci mettiamo in gioco, pur sapendo che in realtà non lo stiamo facendo come abbiamo sognato.

La favola che ci hanno inculcato prima di addormentarci da piccole, la favola che abbiamo agognato attraverso film e storie d’amore dei più attenti letterati a volte pesa come un macigno: ti osserva, ti scruta e a volte pare che ti stia insultando.

Il paradosso è che proprio in questa società siamo pieni di strumenti di comunicazione e nonostante l’uso sia trasversale, abbiamo imparato a NON DIRCI, NON DARCI, NASCONDERCI, ESCOGITARE, PRESTARE ATTENZIONE ai dettagli, ai toni che potrebbero essere fraintesi in un messaggio breve. 

E intanto il desiderio a volte pare essere deceduto, altri lo scopri nascosto nel timore, pronto a difendersi.

Ho sfogliato pochi giorni fa un libro scritto tanti anni fa e anche lì mi dannavo per la mancanza di LIBERTA’ nei sentimenti. Oggi siamo fastidiosamente calcolatori, poco inclini a rinunciare alla nostra individualità, una delle poche certezze su cui possiamo ancora contare. Ognuno a custodire il suo scrigno, con sorrisi pieni e talvolta vuoti così pieni di intensità che è davvero un peccato non condividerli..

A volte ci chiediamo cosa pensino di noi alcuni personaggi a cui abbiamo mostrato solo alcuni aspetti. 
Ma probabilmente non glielo chiederemo mai.
Eppure siamo curiose.

Le donne hanno sempre da insegnarmi.
La vita pure.

domenica 24 febbraio 2019

"...forse ti incontrerò dove incomincia il mare..."




Le tue mani nelle mie.
La tua risata nella mia (me l'hanno detto qualche giorno fa)
La mia curiosità coltivata da te.

Dicono che quando qualcuno non c'è più sopravvive nei ricordi e negli insegnamenti.
Dicono che ci si abituerà.
Dicono che faccia parte del ciclo della vita.
Dicono mezze verità.

Penso che mi manchi.
Penso che il tuo odore si riproporrà solo in rare occasioni, quasi per sbaglio e si fermerà il tempo e aleggerà una stupida illusione aggrappata ad una speranza impazzita.
Penso che vorrei raccontarti tante cose.
Penso che non sia solo polvere che rimane.

Ascolto le canzoni che adoravi e mi commuovo.
Ascolto le nostre canzoni.

E un altro pezzo del nostro puzzle se n'è andato, spero che da qualche parte vi siate ritrovati.

Noi continuiamo a crescere.
Noi continuiamo a farlo da sole.
Avrei bisogno di una spruzzata della tua personalità, solo un attimo.
Avrei bisogno di una chiacchierata piena di sigarette.
Avrei bisogno di sapere che posso tornare ad affacciarmi al mio balcone.
Avrei bisogno di camminare a piedi scalzi sul mio pavimento.
Avrei bisogno di cantare insieme e riattivare quella meravigliosa energia.




"...forse ti incontrerò dove incomincia il mare..."




sabato 16 febbraio 2019

Le cose accadono.

(da un diario)

Si sciolse il ghiaccio, si allagò il bagno, la casa.
Le sembrò un incubo. Poi capì che era stato un miracolo.
Capì che era viva.
Capì che nella rinascita e nella ricostruzione, durata un anno (ma ancora in corso), era stata riaccesa anche la parte del cuore che pensava non sarebbe mai più stata capace di riaccendere, non in quel modo.

Le cose accadono.
Non ci viene chiesto se siamo pronti, altrimenti, spesso, la risposta che daremmo sarebbe NO.
Sempre pronti a schermarci, armati di maschera.
Sempre pronti a tracciare il limite oltre il quale non si va perché fidarci è quanto di più grande possiamo dare, "semplicemente" perché fidarsi equivale ad affidarsi.
Affidarsi.
Abbiamo il terrore che non ci tengano a galla, che poi cadiamo e sprofondiamo, seduti a gambe incrociate a guardare le pareti dipinte di illusioni e sogni a forma di cuore e sole...da soli.
Se mi chiedessero oggi "Sei pronta ad affidarti?" Direi di no, eppure un po' di pareti le avevo già dipinte, pur non conoscendo.

Qualcuno a scuola ci ricordava che "Solo lo stupore conosce" ed è così: lo stupore va a fondo, ad esplorare le migliori maestrie delle nostre capacità razionali ed emozionali, quelle che non tutti hanno gli occhi per vedere e tu, attraverso lo stupore, prendi (e dai) le chiavi giuste e ti lasci trasparire con una limpidezza a tratti sconcertante, perché non siamo abituati alla sincerità 100%, non siamo abituati all'empatia, alla telepatia e a comunicare nel silenzio.

Mi ammiro, mi ammiro per esserne stata in grado, per quanto poco sia durato... è come quel manichino in Strada Maggiore: l'armatura col buco al cuore luminoso: "Ho trasparito", ecco sì, ho trasparito.



mercoledì 6 febbraio 2019

Calendari con nuovi numeri ed altro giro di boa.

Calendari con nuovi numeri ed altro giro di boa.

Ringrazio il cielo per essere ancora qui, viva.

Mi ero ripromessa di non augurare nulla...ma è più forte di me.

So che qualcuno passerà di qua, per curiosità, e allora mi comporto come ho sempre fatto e vi lascio il mio augurio.

Lascio l'augurio a quelli che non posso definire nemici, ma a quelli che si sono defilati, perchè prendersi delle responsabilità è una scelta troppo grossa.

Volevo ricordarvi che i rapporti si coltivano così come si distruggono e ci sono SEMPRE delle motivazioni, talvolta dette, altre taciute.

Vi auguro di imparare a prendervi le vostre responsabilità in ogni tipo di rapporto, anche quello che vi può sembrare superficiale, ma soprattutto quelli che credete (o fate credere) siano intensi.

I rapporti intensi sono belli perchè emozionano. ("La fortuna di incontrarsi e il coraggio di tenersi", diceva qualcuno)

I rapporti intensi sprigionano luce e fiducia nell'essere umano, quel sentimento che proprio non ti aspetti.

Vi auguro di imparare a parlare e prendervi la responsabilità ALMENO di quello che dite, bello o brutto che sia.

Vi auguro di imparare a guardare i vostri passi, prima di giudicare quelli altrui.

Vi auguro di provare ad acquisire la consapevolezza che nel silenzio ci sono mille mondi e che spesso ci si può fraintendere.

Vi auguro di avere il coraggio di vivere pieni di voi stessi e smettere di guardare altrove per non prendervi cura di voi stessi. Sono solo scuse.

Vi auguro di commettere errori per capire cosa non volete fare e chi non volete essere.

Vi auguro di non prendervi in giro e non farlo con nessuno, perchè questo impoverirà sia voi che la vostra vita.

L'effetto dell'alcol svanisce e anche quello delle droghe, si fanno i conti con il proprio cuscino.

Ognuno segue la sua strada, va così.

Ognuno verrà ripagato dalla moneta che merita, sì, è anche una questione di karma.




giovedì 29 novembre 2018

Il mini trattato sulla bugia maschile del 2018



La necessità maschile di mentire credo abbia un’origine atavica e culturale.

Risale a quando era in grado di tenere le redini di una famiglia o addirittura di tutta la sua stirpe.

Uomini, che non esistono quasi più.

E allora che fare? Grandi bugie per mostrare una spavalda serenità, un’astutissima furbizia a cui noi donne fingiamo di credere per non demolire chi abbiamo di fronte. 

Intanto è tutto così ridicolo che ci fa ridere.

Ci fa ridere pensare che davvero possiate credere che vi crediamo.
Ci fa riflettere pensare che davvero possiate credere che siamo così vacue, così poco attente.
Ci fa costantemente realizzare che questo è il risultato della tanto agognata “parità dei sessi”: ha creato il caos, ha reso indefiniti i limiti dei ruoli, gli spazi a cui un tempo si faceva onore, quelli in cui ci si immergeva pieni di se stessi, pieni di pericoli e di responsabilità. Gli spazi in cui si coltivava qualcosa di unico, quelli da cui “corri il rischio” di non uscire più o di uscirne infangato ma fottutamente vivo.

Noi ci adeguiamo, abbiamo uno spirito di adattamento che non conosce limiti e siamo brave a fingere se vogliamo, ci plasmiamo e vi commentiamo, vi studiamo silenziosamente e analizziamo ogni prova a cui ci mettete di fronte, a volte ci sporchiamo, a volte sbagliamo, a volte ci stupiamo ancora di quanta energia venga sprecata attraverso inutili bugie, ma siamo qui.

Siamo qui a chiederci quanto potrebbe essere tutto più semplice se la smetteste di mentire. 

Un tempo erano le donne ad essere complicate, oggi abbiamo uomini rebus, intenti solo a pavoneggiare l’ego nella certezza della conquista. 

Ma la domanda è: ci sarà davvero qualcuno a farvi l’applauso quando piazzate la bandierina?


Gli è rimasto solo il pene -  esclamò Eva -  gli attributi non ci sono più.