domenica 28 aprile 2013
EROI DEL 2013
"Vorrei farti una domanda ma ho paura ti faccia male"
"Tranquilla, chiedi pure..."
"Sei dove vorresti essere?"
L'interlocutore vacilla, mostra espressione stupita...abbassa gli occhi per un istante...poi sospira....prova a sorridere...poi inizia a riflettere riabbassando gli occhi.
La domanda gli arriva dritta in faccia inaspettata come un fulmine a ciel sereno.
"Scusa non volevo, ma non ce lo chiediamo mai...pensiamo solo a dire tante cose e non ci chiediamo più come stiamo..."
"Hai ragione...scusami se non te lo chiedo da mesi..."
"Lo so...io cerco anche di non chiederlo a me stessa, a volte ho paura di rispondermi"
"Tesoro mio...vieni qui e abbracciami."
"Mi dispiace esserci stata senza una parte di me per tutto questo tempo.A volte tentiamo di proteggerci e di proteggere chi ci è accanto mentendo...e commettiamo l'errore più grande...perchè poi finiamo per essere estranei a noi stessi prima di tutto...e di conseguenza ogni rapporto perde il suo reale valore, il valore che merita..."
"Come dici sempre tu: quando si fanno domande, bisogna poi essere pronti a ricevere le risposte. Non si è sempre pronti, forse è per questo che a volte evitiamo di porcele. Beh..ricordati che per ogni risposta scomoda o spiacevole che riceverai da te stessa, io sarò al tuo fianco."
Si strinsero in un abbraccio silenzioso eppure pieno e assordante di emozioni.
Lontano nel vento
A volte il lontano che cerchi è così profondamente dentro di te che ti basta un po' di solitudine per essere dove vuoi.
Rigiri i pensieri, li stravolgi per farteli andar bene, provi a rassicurarti eppure.... eppure non basta.
Ci hanno ingannato. Inutile girarci intorno. L'ho scritto diverse volte e pensavo mi sarebbe bastato.
Non è così.
Sento di doverlo riscrivere, di urlarlo: CI HANNO INGANNATO.
Non ci riconosciamo. Siamo smarriti.
Non sappiamo dove andare. Detestiamo rimanere fermi.
Puzza di stantio e vecchio questo accontentarsi...di stantio e vecchio.
Sembra l'acquetta sporca delle pozzanghere...non ti può piacere, non risplende come il mare...è grigia. Cerchi sfumature nuove nel sole ma...rimane grigio.
Acqua putrida e stantia. Punto. Chiamala come ti pare, è così.
Fattela piacere. Ridici su, scherzaci.
Ci vogliono le contropalle per non impazzire in questa società di merda, le contropalle per rimanere in piedi, le contropalle per trovare nuovi punti di vista e sorridere.
Non puoi costruire un futuro perchè non hai la visione del futuro.
La società vacilla...come puoi pretendere di essere tu in equilibrio? Se forse domani o tra un mese tutto crolla? E non smetti di ossessionarti chiedendoti "Vado ora via dall'Italia o aspetto ancora un po'? Sarà poi troppo tardi?"
Imbottisciti di pillole di presente e prova a colorarlo.
Sì..ma a volte sei semplicemente stanco di prenderti in giro.
Non vorresti mai fermarti perchè a volte proprio non vedi più il Sole.
Dovrebbero iniettarci dosi di ottimismo.
Dovrebbero iniettarci dosi di autostima.
Dovrebbero iniettarci dosi di equilibrio.
Dovrebbero iniettarci dosi di strafottenza.
E' un po' come il tempo in questo aprile...un giorno sembra estate, il giorno dopo inverno, poi sole, poi pioggia...non trova pace...non trova pace...
Vorresti dire a tutti quelli che ti amano e ti sono intorno "non vi preoccupate, anche questa passerà" anche se non sai più se è davvero così...una parte di te sa che passerà, l'altra si chiede quante volte ancora questi pensieri sfonderanno con prepotenza la tua porta.
Ci vogliono le contropalle ragazzi miei...le contropalle.
Benedetta sia la diversità.
Benedetta sia la solitudine di questa domenica pomeriggio.
Benedetta sia la scrittura che mi libera ancora una volta.
Benedetto sia questo vento che inizia a farsi spazio...vento porta via queste pagine di vita e questi pensieri...portali lontano e porta nuova luce...
Ho sempre pensato "non mi avrete mai"...ho spento la tv per non sentire più il terrorismo psicologico pressante...eppure da qualche parte arriva e si incanala, si contrae all'interno e mi entra nel maledetto cervello...vento porta via anche questo...lontano da me..fuori da me..
Voglio rimbecillirmi di gioia e strafottenza.
lunedì 25 febbraio 2013
martedì 8 gennaio 2013
Selezioni reciproche per risorse estremamente umane
Colloqui reciproci per risorse estremamente umane
Capisco la professionalità necessaria in alcuni ambiti e questo resta un discorso a parte, fondamentale testarne la veridicità e le capacità e bla bla bla...ma pensavo...
Pensavo alle "selezioni reciproche".
Bisognerebbe testarsi sia è chi è dietro la scrivania che chi è davanti.
Ipotizzare situazioni, testare ai colloqui anche la resistenza allo stress del selezionatore, chiedergli soprattutto il tenore di vita sessuale (ed essere pronti naturalmente a rispondere alle stesse domande che si propongono quando ci si intervista), se fanno uso di droghe, se ogni tanto passeggiano nella natura.
E' palese da anni: le balle che ci raccontiamo ai colloqui vicendevolmente, spesso grandi, a volte lievi...eppure ce ne sono.
Da anni sono seduta dietro ad una scrivania e da anni anche davanti ogni tanto.
A parte la crisi, a parte il fatturato, a parte l'andamento economico delle società di cui entriamo a far parte, rimane poi l'essere umano, la "risorsa umana" che è quella con cui condividiamo la maggior parte delle nostre giornate, che ci condiziona poi lo stato di malessere o benessere.
E allora perchè non rivoluzionare le selezioni?
In un momento di crisi economica mondiale, sociale, per farla breve definirei "generale"...facciamoci ideatori e portatori di un nuovo metodo.
Selezionatori siete pronti?
Candidati siete pronti?
Se siamo RISORSE significa che abbiamo un potenziale.
Se abbiamo un potenziale significa che abbiamo un valore.
Se abbiamo un valore spetta anche al candidato poter scegliere.
Forse è un'idea assurda...o forse no?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate
Capisco la professionalità necessaria in alcuni ambiti e questo resta un discorso a parte, fondamentale testarne la veridicità e le capacità e bla bla bla...ma pensavo...
Pensavo alle "selezioni reciproche".
Bisognerebbe testarsi sia è chi è dietro la scrivania che chi è davanti.
Ipotizzare situazioni, testare ai colloqui anche la resistenza allo stress del selezionatore, chiedergli soprattutto il tenore di vita sessuale (ed essere pronti naturalmente a rispondere alle stesse domande che si propongono quando ci si intervista), se fanno uso di droghe, se ogni tanto passeggiano nella natura.
E' palese da anni: le balle che ci raccontiamo ai colloqui vicendevolmente, spesso grandi, a volte lievi...eppure ce ne sono.
Da anni sono seduta dietro ad una scrivania e da anni anche davanti ogni tanto.
A parte la crisi, a parte il fatturato, a parte l'andamento economico delle società di cui entriamo a far parte, rimane poi l'essere umano, la "risorsa umana" che è quella con cui condividiamo la maggior parte delle nostre giornate, che ci condiziona poi lo stato di malessere o benessere.
E allora perchè non rivoluzionare le selezioni?
In un momento di crisi economica mondiale, sociale, per farla breve definirei "generale"...facciamoci ideatori e portatori di un nuovo metodo.
Selezionatori siete pronti?
Candidati siete pronti?
Se siamo RISORSE significa che abbiamo un potenziale.
Se abbiamo un potenziale significa che abbiamo un valore.
Se abbiamo un valore spetta anche al candidato poter scegliere.
Forse è un'idea assurda...o forse no?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate
sabato 5 gennaio 2013
mercoledì 12 dicembre 2012
venerdì 19 ottobre 2012
martedì 18 settembre 2012
venerdì 10 agosto 2012
Il raccolto
Il momento del resoconto arriva per tutti...anche per chi aveva altre aspettative.
Il momento del raccolto.
Il momento in cui se resti solo e non ricevi una telefonata e forse non hai ancora capito perchè...devi per forza iniziare a porti delle domande.
A me dispiace...umanamente...
Eppure...credo che presto o tardi ognuno avrà la realtà a fargli da specchio inevitabile.
Mi viene in mente la frase "ognuno è artefice del proprio destino"...beh io credo che un buon 80% sia vero..perchè gli imprevisti ci sono e sempre ci saranno..ma rimaniamo sempre liberi di modellarci...ed è
da questa libertà che ci rendiamo riconoscibili, da questa libertà che più volte ci è dato modo di ripartire
semmai da zero in modo diverso..
Io non giustifico più...perchè non giustifico neanche me stessa..perchè dovrei farlo con gli altri?
Percio' "umanamente mi dispiace"...ma non vado oltre.
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